La Foresta Amazzonica (o Amazzonia)

La foresta amazzonica, nota anche con il nome di Amazzonia o giungla amazzonica, è una foresta equatoriale situata nel bacino amazzonico in Sud America. In termini di ecologia, si tratta di una foresta primaria nella fase climax. Con una superficie di 5,5 milioni di km², ovvero circa dieci volte più della Francia, è la foresta più grande del mondo. La foresta amazzonica copre nove paesi, principalmente il Brasile: quasi i due terzi della sua superficie totale sono in Brasile (63%); il terzo rimanente è condiviso da Perù (13%), Colombia (10%) e, in misura minore, Ecuador, Venezuela, Suriname, Guyana, Bolivia e Guiana francese.

Composta da circa 390 miliardi di alberi e 16.000 specie diverse, la foresta amazzonica è il più grande serbatoio di biodiversità nel mondo. Ci sono quasi 60 volte più alberi "adulti" nella foresta amazzonica che esseri umani in tutto il pianeta.
Area in cui si estende la Foresta Amazzonica

Questo immenso territorio è minacciato dalla deforestazione: dal 1970, circa il 18% della foresta originaria è scomparso a causa della deforestazione e delle attività umane. Per preservare questo ecosistema, varie parti della foresta amazzonica sono protette e 3 di esse: il Complesso di conservazione dell'Amazzonia centrale in Brasile, il Parco Nazionale di Manù in Perù e il Parco Nazionale Noel Kempff Mercado in Bolivia sono inclusi nella lista del patrimonio mondiale dell'UNESCO.


Etimologia

Una relazione scritta il 22 aprile 1542 dal missionario spagnolo Carvajal Gaspard, proveniente dal suo diario di viaggio, che racconta l'esplorazione della regione equatoriale del Sud America, dice che gli spagnoli hanno incontrato una tribù di feroci donne guerriere la cui regina dal nome Conor. Il capo della spedizione, Francisco de Orellana, chiamò il fiume col nome il Rio delle Amazzoni, perché la tribù gli ricordava le mitiche donne-guerriere Amazzoni dell'Asia descritte da Erodoto e Diodoro Siculo nella mitologia greca. Le Amazzoni dell'Amazzonia a volte sono rappresentate con la pelle bianca.


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Storia e geografia

La foresta si è formata durante l'epoca Eocene come conseguenza del calo complessivo delle temperature tropicali, quando l'Oceano Atlantico divenne sufficiente grande da fornire un clima caldo e umido nel bacino amazzonico. La foresta pluviale esiste da almeno 55 milioni di anni. In precedenza, il biotopo della regione era di tipo savana.
La foresta amazzonica si trova nel bacino amazzonico in Sud America, dove copre circa 5,5 milioni di chilometri quadrati sui 7,3 milioni di chilometri quadrati del bacino. Dopo l'estinzione del Cretaceo-Terziario, alla fine del Cretaceo, 65 milioni di anni fa, la scomparsa dei dinosauri e il clima umido hanno permesso alla foresta pluviale a crescere in tutto il continente.
Durante l'Oligocene, la foresta si estendeva su una fascia relativamente stretta, che si trovava per lo più al di sopra del 15° parallelo nord. Si è ampliata gradualmente durante il Miocene medio, poi si è ritirata di nuovo nell'ultima era glaciale. Tuttavia, la foresta pluviale si è di nuovo estesa durante questo periodo, consentendo la sopravvivenza e l'evoluzione di una grande diversità di specie.

Biodiversità

La foresta tropicale pluviale è il bioma che possiede la più importante biodiversità specifica e le foreste tropicali dell'America ospitano più specie delle foreste pluviali dell'Africa e dell'Asia. Essendo la più grande foresta pluviale d'America, una specie animale o vegetale su dieci nel mondo vive nella foresta amazzonica, che costituisce la più vasta collezione di animali e vegetali.
L'Amazzonia è patria di circa 2,5 milioni di specie di insetti, e attualmente almeno 40.000 specie di piante, 2.200 pesci, 1294 uccelli, 427 mammiferi, 428 anfibi e 378 rettili sono stati scientificamente classificati nella regione. Gli scienziati hanno stabilito che esistono tra 96,660 e 128,843 specie di invertebrati solo in Brasile. Una specie di uccelli su cinque nel mondo vive nella foresta amazzonica, e una specie di pesci su cinque vive nei suoi fiumi.
Nel 2013, la foresta amazzonica era composta da circa 390 miliardi di alberi e circa 16.000 specie. L'inventario della foresta è stato redatto da un team internazionale di scienziati in uno studio pubblicato il 18 ottobre 2013. A causa delle dimensioni immense del bosco, questo risultato ha richiesto il lavoro di oltre un centinaio di ricercatori di tutto il mondo, tra cui sei francesi, riuniti nella rete ATDn (Amazon Tree Diversity Network).
La diversità delle specie vegetali è la più grande della Terra. Alcuni esperti ritengono che un chilometro quadrato può contenere oltre 75.000 tipi di alberi e 150.000 specie di piante superiori. Un chilometro quadrato di foresta amazzonica può contenere 90,790 tonnellate di piante viventi. Attualmente, circa 438.000 specie di piante con interesse economico e sociale sono stati individuate nella regione, e molti altre ne restano da scoprire o classificare.

Ecosistemi

Foresta pluviale sempreverde di pianura: la più ricca e diversificata. Alta percentuale di leguminose. Generi rappresentati: Bertholletia, Bombax, Calycophyllum, Carapa, Cedrela, Cordia, Couroupita, Dimorphandra, Eperua, Eschweilera, Ficus, Goupia, Hevea, Hura, Hymenaea, Hymenolobium, Inga, Manilkara, Ocotea, Parkia, Pithecellobium, Platymiscium Pouteria, Pterocarpus, Stychnos, Swartzia, Swietenia, Virola, Vochysia, Vouacapoua. Palme: Attalea, Astronium, Mauritia.
Foresta sempreverde stagionale: ad est e nord-ovest, dove le precipitazioni sono inferiori ai 2000 mm all'anno. Il rinnovo delle foglie avviene durante la stagione secca.
Foresta sempreverde a foglie coriacee (Caatinga amazzonica). Alberi di 20-30 m di altezza del genere Eperua, Micranda.
- Bassa vegetazione, xerofite, arbusti (7-8 m), crescono su un terreno sabbioso coperto da un sottile strato di humus nero.
- Foresta a varzea.
- Foresta di igapo.


Foto di Neil Palmer CIAT - FlickrCC BY-SA 2.0
Attività umane

Deforestazione

Nella regione, la deforestazione è essenzialmente allo scopo di convertire aree forestali in campi agricoli. Oltre un quinto della foresta amazzonica è già stato distrutto, e il restante è minacciato. In dieci anni, l'area di foresta persa in Amazzonia ha raggiunto tra i 415.000 e 587.000 km²; per fare un confronto, la Francia ha una superficie totale (esclusi i territori d'oltremare) di 547 030 km². La maggior parte dei terreni convertiti viene utilizzato per produrre cibo per il bestiame.
In Brasile, l'Instituto Nacional de Pesquisas Espaciais (National Space Research Institute) produce ogni anno i dati sulla deforestazione. La loro stima si basa su 100-220 immagini scattate durante la stagione secca dal satellite Landsat, e considera unicamente la perdita del bioma della foresta amazzonica, non la perdita di spazi naturali o di savana nella foresta. Secondo l'INPE, il bioma della foresta amazzonica, originariamente di 4.100.000 milioni di km² in Brasile, è stato ridotto a 3.403.000 km² nel 2005, con una perdita del 17,1%.
Secondo uno scenario previsto dalla Banca Mondiale, il 40% dell'Amazzonia sparirà entro il 2050. Secondo il WWF, il 55% entro il 2030. Alcune delle ipotesi sull'impatto del clima nel mondo, sono ancora più allarmiste.


PER APPROFONDIRE: LA DEFORESTAZIONE IN AMAZZONIA

Impoverimento del suolo

La deforestazione della foresta amazzonica minaccia molte specie come le rane velenose, che sono molto sensibili ai cambiamenti ambientali.
Anche se sterili, la maggior parte delle terre amazzoniche non inondabili (terraferma) sono punteggiate da aree di terra rossa. Ma queste terre, sotto l'influenza delle attività umane sono diventate antropizzate (ambienti naturali trasformati dall'uomo), alterate dal progressivo accumulo di rifiuti e ceneri. Una buona parte del terreno restante è coltivato dall'uomo, che mette in pericolo la foresta amazzonica e la sua naturalezza.
Il sistema forestale è estremamente sensibile al minimo cambiamento locale come la siccità e la deforestazione. Ciò comporta il prosciugamento degli strati, la distruzione dei microrganismi che garantiscono il rinnovo dei nutrienti minerali, l'erosione del suolo e la lisciviazione dei nutrienti.

Sviluppo

L'Amazzonia è poco adatta all'agricoltura estensiva. Tuttavia, essa dispone delle risorse necessarie ad alimentare i popoli indigeni dell'Amazzonia. L'agricoltura intensiva sembra possibile.
Le terre amazzoniche vengono utilizzate per espandere le enormi aziende agricole dedicate agli allevamenti di bestiame. Queste aziende sono difese da uomini armati, una specie di guardie private per proteggere la proprietà della terra. Si oppongono a dei movimenti come il MST.
Delle ricerche condotte dopo il 1966 ha dimostrato che il suo sottosuolo contiene molte risorse.

Rete stradale

L'Amazzonia è attraversata da numerose strade e autostrade, la maggior parte delle quali sono state costruite illegalmente dagli sfruttatori delle foreste. Queste strade consentono di penetrare nel cuore della foresta per accedere a specie rare. Questa rete copre una lunghezza di più di 170 000 km. Essa permette il trasporto di legname. Ma questa rete permette anche ai grandi proprietari terrieri di appropriarsi illegalmente delle terre lungo le strade falsificando titoli di proprietà o utilizzando la corruzione.
Solo pochi canali di comunicazione sono ufficiali, come:
- Transamazzonica: attraversa il Brasile da est a ovest;
- BR-163 chiamata "autostrada della soia" per andare dal sud del Mato Grosso al Pará del nord.
Fonte: Forêt amazonienne - Wikipédia (traduzione)

La deforestazione in Amazzonia

La deforestazione della foresta amazzonica ha subìto una forte crescita tra il 1991 e il 2004, raggiungendo un tasso di perdita forestale annua di 27,423 km² nel 2004. Anche se il tasso di deforestazione ha avuto un rallentamento a partire dal 2004 (con re-accelerazioni nel 2008 e 2013), la superficie forestale rimanente continua a diminuire.
La foresta amazzonica rappresenta oltre la metà delle foreste pluviali rimanenti nel pianeta, e costituisce il tratto di foresta pluviale tropicale più grande e più ricco di biodiversità nel mondo. Il 60% della foresta è contenuto in Brasile, seguita dal Perù con il 13%, la Colombia con il 10%, e con quantità minori in Venezuela, Ecuador, Bolivia, Guyana, Suriname e Guyana Francese.


Deforestazione in Brasile - Foto della NASA
Il settore dell'allevamento nell'Amazzonia brasiliana, incentivato dalle produzioni internazionali di carni bovine e di cuoio, è stato responsabile di circa l'80% di tutta la deforestazione nella regione, e di circa il 14% della deforestazione annua totale nel mondo, ed è la maggiore causa mondiale di deforestazione. Nel 1995, il 70% delle terre precedentemente sotto forma di foreste in Amazzonia, e il 91% dei terreni disboscati dal 1970, è stato convertito in allevamento del bestiame. Gran parte delle deforestazione rimanenti nell'Amazzonia è stata opera da parte degli agricoltori per ottenere terreni per l'agricoltura di sussistenza su piccola scala o per la produzione meccanizzata di soia, palma e altre colture.

Storia

In epoca pre-colombiana, parte dell'Amazzonia era un paesaggio agricolo densamente popolato. Dopo l'invasione europea nel 16° secolo, con la caccia per l'oro, le malattie occidentali, la schiavitù e più tardi e il boom della gomma, l'Amazzonia si spopolò e la foresta divenne più grande.
Prima del 1970, l'accesso alle parti più interne e prive di strade della foresta era difficile e, tranne parte delle radure lungo i fiumi, la foresta rimase intatta. La deforestazione ha subito una notevole accelerata dopo l'apertura di autostrade all'interno della foresta, come ad esempio l'autostrada Transamazzonica nel 1972.
In alcune parti dell'Amazzonia, il suolo povero ha fatto dell'agricoltura basata sulle piantagioni un'attività poco redditizia. Il punto di svolta fondamentale nella deforestazione dell'Amazzonia brasiliana è stato quando i coloni hanno cominciato a stabilire le aziende agricole nella foresta nel corso del 1960. Il loro sistema di allevamento si basava sulla coltivazione delle piantagioni e sulla pratica del "taglia e brucia" (detta anche debbio). Tuttavia, i coloni non erano in grado di gestire con successo i loro campi e le loro colture a causa della perdita di fertilità del suolo e dell'invasione della gramigna causata da questo metodo.
Nelle zone indigene dell'Amazzonia peruviana, come il bacino idrografico del fiume Chambira presso il popolo Urarina, i terreni sono produttivi solo per periodi di tempo relativamente brevi, causando quindi il continuo trasferimento in nuove aree da parte degli indigeni orticoltori come gli Urarina, eliminando quindi sempre più terra.
La colonizzazione amazzonica è stata causata principalmente dall'allevamento del bestiame perché il bestiame richiedeva poco lavoro, generava profitti decenti e conferiva uno status sociale nella comunità. Inoltre, l'erba è in grado di crescere nel suolo povero della foresta amazzonica. Tuttavia, l'abbondanza di allevamento del bestiame ha portato ad una vasta deforestazione, causando ingenti danni ambientali.
Si stima che circa il 30% della deforestazione è dovuta alle azioni da parte dei piccoli agricoltori. Anche se i piccoli agricoltori sono in possesso di un'area più piccola di terra rispetto alla media dei grandi allevatori, che possiedono l'89% dei terreni privati dell'Amazzonia Legale, l'intensità della deforestazione nelle aree in cui essi abitano è maggiore di quella all'interno delle aree occupate dai grandi allevatori. Questo sottolinea l'importanza di utilizzare terreni autorizzati per uso agricolo, piuttosto che la via politica più semplice di distribuire zone ancora boscose. Nell'Amazzonia brasiliana, la proporzione tra i piccoli agricoltori e i grandi proprietari terrieri cambia frequentemente con le pressioni economiche e demografiche.
Nel 2009, il presidente peruviano Alan García, favorì il decreto legge 840 (anche conosciuto come "Ley de la Selva", "la legge della giungla" o semplicemente la "Forest Law"), che ha permesso la vendita di terreni incolti dell'Amazzonia di proprietà statale a società private, senza limiti di termine sui diritti di proprietà. Mentre la legge è stata promossa come misura per la "riforestazione", i critici hanno sostenuto che il provvedimento di privatizzazione in realtà non fa altro che provocare un'ulteriore deforestazione dell'Amazzonia, cedendo i diritti della nazione sulle risorse naturali agli investitori stranieri e lasciando incerto il destino dei popoli indigeni del Perù, che in genere non hanno nessun titolo formale sulle foreste su cui sussistono. La legge 840 ha incontrato una diffusa resistenza e fu alla fine abrogata dal legislatore del Perù perché incostituzionale.

Cause della deforestazione

La deforestazione della foresta amazzonica può essere attribuita a molti fattori diversi a livello locale, nazionale e internazionale. La foresta pluviale è vista come una risorsa per il pascolo del bestiame, per i legni preziosi, per lo spazio abitativo e lo spazio agricolo (in particolare per la soia), per i lavori stradali (ad esempio le autostrade e le strade più piccole) e per i farmaci.
Una relazione del 2009 di Greenpeace ha scoperto che il settore del bestiame nell'Amazzonia brasiliana, sostenuta dalle produzioni internazionali di carni bovine e cuoio, era responsabile di circa l'80% di tutta la deforestazione nella regione, e circa il 14% della deforestazione annua totale del mondo, diventando così il più grande responsabile della deforestazione al mondo. Secondo un rapporto del 2006 dall'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Alimentazione e l'Agricoltura, il 70% delle terre che precedentemente erano foreste in Amazzonia, e il 91 % dei terreni disboscati dal 1970, viene utilizzato per il pascolo del bestiame.
Ulteriori deforestazioni in Amazzonia sono state causate dagli agricoltori che praticano agricoltura di sussistenza su piccola scala o agricoltura meccanizzata. Gli scienziati che utilizzano i dati satellitari della NASA hanno scoperto nel 2006 che la produzione agricola meccanizzata era diventata una causa significativa della deforestazione brasiliana. Questo cambiamento nell'utilizzo del suolo può alterare il clima della regione. I ricercatori hanno scoperto che, nel 2003, un anno di picco di deforestazione, oltre il 20% delle foreste dello stato del Mato Grosso sono state convertite in terreni coltivati. Nel 2005, i prezzi della soia sono diminuiti di oltre il 25% e alcune zone del Mato Grosso hanno mostrato una diminuzione delle grandi deforestazioni, suggerendo che l'aumento e l'abbassamento dei prezzi di altre colture, della carne e del legname possono anche avere un impatto significativo sul futuro uso del suolo nella regione.
Fino al 2006, una delle principali cause di perdita delle foreste in Amazzonia era la coltivazione della soia, principalmente per l'esportazione e la produzione di biodiesel e di mangimi; quando i prezzi di soia aumentavano, gli agricoltori di soia si spingevano verso nord in aree boscose dell'Amazzonia. Tuttavia, accordi di settore privato come la moratoria sulla soia hanno contribuito a ridurre drasticamente la deforestazione legata alla produzione di soia nella regione. Nel 2006, una serie di importanti aziende di commercio di materie prime, come la Cargill, ha accettato di non acquistare semi di soia prodotti nel Brasile sulle aree recentemente deforestate. Prima della moratoria, il 30% di espansione dei campi di soia si era verificato mediante la deforestazione, contribuendo a registrare tassi di deforestazione. Dopo otto anni di moratoria, uno studio del 2015 ha rilevato che, sebbene le zone di produzione di soia si fossero estese di altri 1,3 milioni di ettari, solo circa l'1% della nuova espansione di soia era avvenuto a scapito della foresta. In risposta alla moratoria, gli agricoltori hanno scelto di piantare sui terreni già disboscati in precedenza.
Le esigenze degli agricoltori di soia sono state utilizzate per validare alcuni progetti di trasporto controversi che si sono sviluppati in Amazzonia. Le prime due autostrade, la Belém-Brasilia (1958) e la Cuiaba-Porto Velho (1968), furono le uniche autostrade federali in Amazzonia Legale lastricate e percorribili tutto l'anno prima della fine del 1990. Queste due strade si trovano nell'area focale della deforestazione nell'Amazzonia brasiliana. L'autostrada Belém-Brasilia ha attirato quasi due milioni di coloni nei primi venti anni. Il successo della strada Belém-Brasilia aumentò quando le strade asfaltate continuarono a svilupparsi, scatenando un'irrefrenabile diffusione dell'insediamento. I completamenti delle strade furono seguiti da un'ondata di reinsediamento; i coloni ebbero un effetto significativo sulla foresta.
Una ricerca condotta da Leydimere Oliveira et al. ha dimostrato che più foresta pluviale viene disboscata in Amazzonia, meno precipitazioni raggiungono la zona e quindi minore diventa la resa per ettaro. Così per il Brasile nel suo complesso, non vi è alcun guadagno economico da effettuare deforestando, vendendo gli alberi e utilizzando i terreni disboscati per fini pastorali.
Foto di Blatant World - CC BY 2.0

Tassi di perdita della foresta

Il tasso annuo di deforestazione in Amazzonia è notevolmente aumentato dal 1991 al 2003. Nei nove anni dal 1991 al 2000, la superficie totale di foresta amazzonica cancellata dal 1970 è passata da 419.010 a 575,903 km², paragonabile al territorio della Spagna, del Madagascar o di Manitoba. La maggior parte di questa foresta perduta è stata sostituita dai pascoli per il bestiame.
La deforestazione della foresta amazzonica ha continuato a subìre accelerazioni nei primi anni del 2000, raggiungendo un tasso annuo di 27,423 km² di perdita della foresta nel 2004. Oggi la superficie forestale rimanente continua a diminuire, anche se il tasso annuale di perdita della foresta è generalmente rallentato a partire dal 2004. Tuttavia, i tassi di deforestazione hanno subìto di nuovo rialzi nel 2008 e nel 2013.
Nel 1996, l'Amazzonia ha registrato un aumento del 34% della deforestazione dal 1992. Il tasso medio di deforestazione annuo dal 2000 al 2005 (22,392 mila chilometri quadrati all'anno (8.646 miglia quadrate all'anno)) è stato superiore del 18% a quello degli ultimi cinque anni (19,018 chilometri quadrati all'anno (7.343 miglia quadrate all'anno)). In Brasile, l'Instituto Nacional de Pesquisas Espaciais (INPE, o Istituto Nazionale di ricerca Spaziale) produce statistiche sulla deforestazione ogni anno. Le loro stime sulla deforestazione sono derivate da 100 a 220 immagini scattate durante la stagione secca in Amazzonia dal satellite Landsat, che prende in considerazione solo la perdita di bioma della foresta amazzonica - non la perdita di campi naturali o di savana all'interno della foresta. Secondo INPE, il bioma originale della foresta amazzonica in Brasile di 4.100.000 km² (1.600.000 sq mi) è stato ridotto a 3,403,000 km² (1.314.000 sq mi) entro il 2005 - con una perdita del 17,1%.

Futuro della foresta amazzonica

Utilizzando i tassi di disboscamento del 2005, è stato stimato che la foresta pluviale amazzonica si sarebbe ridotta del 40% in due anni. Il tasso di deforestazione è ora rallentato. I tassi di perdita delle foreste nel 2012 sono stati i più bassi mai registrati. Tuttavia, la foresta continua a diminuire.
Il primo ministro norvegese Jens Stoltenberg ha annunciato il 16 settembre 2008, che il governo norvegese avrebbe donato 1 miliardo di dollari al fondo per l'Amazzonia. I soldi di questo fondo sarebbero destinati a progetti volti a rallentare la deforestazione della foresta pluviale amazzonica.
Nel mese di settembre 2015, il presidente brasiliano Dilma Rousseff ha comunicato alle Nazioni Unite che il Brasile ha effettivamente ridotto il tasso di deforestazione in Amazzonia dell'82%. Ha anche annunciato che nei prossimi 15 anni, il Brasile mira ad eliminare la deforestazione illegale, ripristinare e rimboschire 120.000 km² (46.000 sq mi) e recuperare 150.000 km² (58,000 sq mi) dei pascoli degradati.

Il Rio delle Amazzoni

Il Rio delle Amazzoni è un fiume del Sud America. La sua portata media alla foce di 209 000 m3⋅s-1 è di gran lunga la più alta di tutti i fiumi del pianeta ed è equivalente al volume complessivo di sei fiumi che lo seguono immediatamente in ordine di portata. Con i suoi 6437 km, è il fiume più lungo della Terra dopo il Nilo. Il Rio delle Amazzoni è anche il fiume più grande per l'immensità del suo bacino. Drena una superficie di 6,112,000 km² (escluso il fiume Tocantins) o il 40% del Sud America, l'equivalente di una volta e mezzo la zona dell'Unione europea (il fiume Congo secondo fiume per la superficie del suo bacino, ha raggiunto solo i 3,8 milioni di chilometri quadrati). Il bacino si estende da 5° di latitudine nord a 20° sud. Il fiume ha la sua sorgente nelle Ande, attraversa Perù, Colombia e Brasile, e sfocia nell'Oceano Atlantico all'equatore. La sua rete idrografica comprende oltre 1.000 corsi d'acqua. Il Rio delle Amazzoni da solo forma il 18% del volume totale di acqua dolce che confluisce negli oceani di tutto mondo. I suoi due affluenti principali, il Madeira e il Rio Negro, fanno essi stessi parte dei 10 più grandi fiumi del mondo per la loro portata (rispettivamente di 32 000 e 29 300 m3⋅s-1) e il terzo (Rio Japurá, 18 600 m3⋅s-1) è rivale del Mississippi.
Il Rio delle Amazzoni
Fonte e altopiani
La fonte più lontana del Rio delle Amazzoni nelle Ande peruviane è stata fermamente stabilita solo di recente. Si tratta di un corso d'acqua situato nella regione di Arequipa su una sommità di 5507 metri, il Nevado Mismi, circa 160 km a ovest del Lago Titicaca e circa 650 km a sud-est di Lima. Questa montagna fu suggerita per la prima volta come la vera origine del Rio delle Amazzoni nel 1971, ma non è stata confermata come tale fino al 2001.
Il torrente scorre dal Nevado Mismi al fiume Apurímac. L'Apurímac prende successivamente il nome di Ene e Tambo e forma il Rio Ucayali dopo essersi incontrato con il Rio Urubamba, che proviene da Cuzco. Il Rio Ucayali si unisce al Marañón dopo un lungo viaggio verso nord. Il fiume prende il nome di Rio delle Amazzoni in Perù e Colombia, poi prende il nome di Rio Solimões quando entra in Brasile al livello di Tabatinga, e di nuovo Rio delle Amazzoni fino a Manaus, dopo essere stato raggiunto dal Rio Negro. La lunghezza totale del fiume dalla sorgente alla foce è 6437 km, diventando così il secondo fiume più lungo dopo il Nilo (6690 km). Ma è di gran lunga il primo per la sua velocità e per la superficie del suo bacino.

Regime idrologico

La portata del fiume è stata osservata per 69 anni (1928-1996) a Obidos, città dello stato brasiliano del Pará, che si trova a 537 km dal suo sbocco nell'Oceano Atlantico.
A Óbidos, la portata annua media osservata in questo periodo era di 176,177 m3⋅s-1 per un bacino idrografico di 4 640 300 km2, cioé il 79.27% del bacino totale che conta circa 5 853 804 km2.
L'enormità dei flussi non è stata immediatamente accettata, e si è a lungo sostenuto che il flusso del Rio delle Amazzoni fosse di 100 000 m3⋅s-1, una cifra considerabile, ma più "ragionevole" rispetto ai dati reali. Ma le stime e le misure di portata erano difficili da calibrare date le caratteristiche di flusso: la pendenza è molto bassa alla foce situata nella Cordigliera delle Ande e il letto del fiume è molto profondo (oltre 80 m), il che lo pone sotto il livello del mare. Il flusso, tuttavia rapido, non dipende dunque dalla pendenza, ma dalle masse d'acqua a monte che accrescono a loro volta le masse d'acqua a valle verso il mare. E' stato necessario analizzare in dettaglio questo meccanismo per adattare gli strumenti di misurazione del fiume e ottenere le cifre giuste.

La Foresta Amazzonica

La Foresta Amazzonica inizia ad est delle Ande. E' di grande importanza ecologica, essendo in grado di assorbire grandi quantità di anidride carbonica. La conservazione della foresta amazzonica è uno dei maggiori problemi ambientali di questi ultimi anni.
La foresta pluviale è il risultato del clima estremamente umido del bacino amazzonico. Il Rio delle Amazzoni e le sue migliaia di affluenti scorrono lentamente attraverso il paesaggio, con una pendenza così bassa che è davvero la spinta dell'acqua a monte che spinge il flusso verso il mare. La città di Manaus a 1000 km dall'Oceano Atlantico è situato a soli 44 m al di sopra del livello del mare.
La biodiversità della foresta amazzonica è molto importante: la regione è patria di più di 2,5 milioni di specie di insetti, decine di migliaia di piante, e circa 2.000 specie di uccelli e mammiferi. Una specie di uccelli su cinque vive nella foresta amazzonica.
La diversità della flora nel bacino amazzonico è la più varia del mondo. Alcuni esperti ritengono che un chilometro quadrato può contenere fino a 90.000 tonnellate di materia vegetale vivente.

Flusso e straripamenti

Le piogge stagionali causano inondazioni, allagando vaste aree confinanti con il Rio delle Amazzoni e i suoi affluenti. La profondità media del fiume per la maggior parte della stagione delle piogge è di 40 metri e la larghezza può arrivare fino a 40 km. Il livello dell'acqua comincia a salire nel mese di novembre, e il volume cresce fino a giugno per poi scendere fino a fine ottobre. Il flusso dell'affluente Rio Negro non è sincronizzato; la stagione delle piogge non comincia nella sua valle fino a febbraio o marzo, a giugno il suo livello è al culmine e inizia a scendere assieme al Rio delle Amazzoni. Il Madeira, nel frattempo, precede esattamente due mesi il Rio delle Amazzoni nelle sue fasi di piena e deflusso.
Durante la stagione delle piogge, il Rio delle Amazzoni viene inondato da un capo all'altro del suo corso su una superficie di diverse centinaia di chilometri quadrati, coprendo le pianure allagate. Il livello del fiume in alcuni luoghi è di 12-15 m più alto durante la stagione secca. Durante le alluvioni, il livello a Iquitos è di 6 m; a Tefé di 15 m; vicino a Obidos, 11 m; e nel Pará, 4 m sopra il livello più basso nella stagione secca.

Le preoccupazioni del XX secolo

In precedenza, la superficie complessiva del bacino amazzonico era probabilmente inferiore ai 65 km2, comprese le zone più o meno coltivate sulle montagne circostanti il corso superiore del Rio delle Amazzoni. Questa situazione è cambiata radicalmente nel corso del XX secolo.
La deforestazione della foresta amazzonica è probabilmente la causa della grave siccità del 2005, con un conseguente calo drammatico del livello del Rio delle Amazzoni.
PER APPROFONDIRE: LA DEFORESTAZIONE IN AMAZZONIA
Fonte: Amazone (fleuve) - Wikipédia (traduzione parziale)